Frode e reati dei colletti bianchi, Avvocato Penalista Roma Milano

Avvocato penalista a Roma - Milano per imputati per crimini o reati dei colletti bianchi o white-collar crimes

Avvocato penalista a Roma - Milano per imputati per crimini o reati dei colletti bianchi o white-collar crimes

reati penali: corruzione, riciclaggio di denaro, reati finanziari, reati economici, reati bancari, insider trading, truffa, estorsione, bancarotta fraudolenta, reati fallimentari, frode fiscale, evasione fiscale.
Accade spesso di sentir menzionare i crimini dei colletti bianchi o white-collar crimes ma quando si chiede con precisione di cosa si tratta, la risposta è incerta. Così come si fa sovente riferimento alla responsabilità “penale” delle società ma poi sorgono gli interrogativi sul concreto contenuto della stessa.


Cominciamo con il dire allora che il termine “white-collar crimes” ha origine alla fine degli anni Trenta negli Stati Uniti, anche se il fenomeno che la locuzione vuole descrivere è assai più risalente. Comunemente, si attribuisce la paternità del termine al sociologo americano Edwin Sutherland, il quale definiva questo tipo di delitto come un crimine non caratterizzato da una violenza ma commesso da un soggetto rispettabile, di elevata condizione sociale, in occasione della sua attività lavorativa.


La definizione oggi può essere considerata valida, sebbene non del tutto soddisfacente. In pratica, questa è, in realtà, la maggior parte dei crimini intenzionali e non intenzionali, caratterizzati da comportamenti nonviolenti, svolti sotto un lavoro individuale o organizzato e ispirati da un motivo economico. In Italia, per questi reati utilizziamo le categorie di "diritto penale societario" e "diritto penale".

Tuttavia, una definizione accurata e completa dell'area è abbastanza difficile, perché, da un punto di vista normativo, i reati sono diffusi, molti atti legislativi eterogenei: codice penale, codice civile, testi bancari e finanziari unici, bancarotta fraudolenta, altre leggi speciali e misure ad hoc.


In primo luogo, è necessario chiarire l'ambito oggettivo (in quali aree si verificano questi crimini?), Quindi indagare su quali sono i soggetti (come individui, fisici o legali, responsabili)?

Tenendo presente sempre "L'Italia almeno, il principio costituzionale della personalità della responsabilità penale, che opera anche in presenza di organizzazioni complesse e strutture aziendali. Cerchiamo quindi di fornire una sorta di vademecum minimo, sia per chi lavora in azienda che per chi ha bisogno di assistenza professionale, per facilitare un primo approccio a questo vasto argomento.


Corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione
Una delle prime aree di interesse è la corruzione (articoli 318-322 del codice penale), ovvero donazioni, denaro o altri benefici a funzionari pubblici per l'esecuzione di atti ufficiali (o meglio per l'esercizio di funzioni o competenze ) o in violazione dei doveri d'ufficio a beneficio di determinati soggetti economici. Sebbene sia una pratica diffusa e sentita come tale in Italia, il caso non è limitato ai confini nazionali.

Infatti, sono previsti dall'art. 322bis cp ipotesi di corruzione c.d. (vedi l'inchiesta sui contratti internazionali in Brasile, India, Panama, Indonesia e Russia, tra cui Fincantieri e Finmeccanica, oltre all'ex ministro Scajola e altre figure politiche, compresi gli stranieri).


Frode-Nel suo significato d'inganno diretto alla lesione di un diritto altrui, è termine col quale sono designati nel codice penale taluni fra i più caratteristici delitti della delinquenza moderna. Con ciò non si vuol dire che i reati di frode fossero sconosciuti all'antichità, poiché già nell'antica Cina, in Persia, in Babilonia, ecc. troviamo punita la frode, specialmente quella commessa mediante l'uso di pesi e misure false.

Presso i Romani, nelle leggi delle dodici tavole si parlava di frode, nel caso di colui che mediante titolo falso fosse pervenuto al possesso di una cosa controversa; ed è creazione romana lo stellionato, così chiamato da stellio "scorpione velenoso", il cui richiamo serviva a caratterizzare appunto la figura del truffatore.


I delitti di frode compresi nel codice penale italiano sono: a) la truffa (art. 640); b) l'insolvenza fraudolenta, nella quale è compreso lo scrocco, ossia il fatto di chi entra in una trattoria, consuma il pasto e non paga (art. 641); c) la fraudolenta distruzione della cosa propria e la fraudolenta mutilazione della propria persona per conseguire il prezzo di un'assicurazione (art. 642); d) la circonvenzione di persone incapaci, mediante abuso dei bisogni, delle passioni, dell'inesperienza dei minorenni, oppure dello stato d'infermità o di deficienza psichica di una persona, anche se non interdetta o inabilitata (art. 643); e) l'usura: è questa una delle più notevoli innovazioni del codice 1930 (art. 644); f) la frode in emigrazione (art. 645); g) l'appropriazione indebita (art. 646); h) l'appropriazione di cose smarrite, del tesoro o di cose avute per errore o caso fortuito (art. 647); i) la ricettazione (art. 648).

Il concetto di frode inoltre è insito anche in molti delitti contro l'economia pubblica, l'industria e il commercio (articoli 499-518). Gli articoli 438 segg. si riferiscono ai delitti di comune pericolo (epidemia, avvelenamento di acque o di sostanze alimentari e simili) mediante frode. Debbono pure essere ricordati gli articoli 252 (frode in forniture in tempo di guerra), 356 (frode in pubbliche forniture fuori del caso preveduto dall'articolo precitato), e infine l'articolo 374 e seguenti (frode processuale).


Il reato di truffa

l'art. 12 delle preleggi il quale ci indica la strada maestra dell'interpretazione letterale: ciò in quanto uno dei problemi maggiori del reato di truffa è senza dubbio l'esatta interpretazione del significato, a livello prettamente penale, delle singole parole usate dal legislatore nel dettato normativo. Tanto per fare un esempio, parole come patrimonio, danno, profitto hanno un significato molto diverso se usate in ambito civile, economico, penale.

La truffa è il tipico delitto che si realizza attraverso una cooperazione della vittima, ove il consenso non è frutto di una libera scelta, ma dell'errore derivante dall'inganno perpetrato dal soggetto attivo del reato: la fantasia dei criminali è quasi una forma d'arte. In questo delitto c.d. "in contratto", il legislatore incrimina non il contratto in sé, che può essere sostanzialmente lecito, ma le modalità aggressive della condotta altrui che tendono a carpire artificiosamente il consenso della vittima attraverso una sua induzione in errore.

 
 
 
 

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